A’ Taccolella (Paupisi – BN)

Osteria A’ Taccolella

Via Valloni – 82030 Paupisi (BN)

Tel. 0824 886069

Cosimo è il giovane ed entusiasta titolare dell’osteria A’ TACCOLELLA, una certezza ed una presenza di livello all’interno del panorama gastronomico della provincia sin dal 2008, quando ha deciso di affiancare alla tradizionale attività di famiglia, una macelleria, quella di ristoratore. E’ proprio lui che ci accoglie con la cortesia e il sorriso che ti mette subito di buon umore appena giunti a destinazione, a cinque minuti dall’uscita della S.S. Telesina, ovvero una delle nostre personali Route 66 che percorriamo alla ricerca dei sapori autentici.

Paupisi, dove troviamo A’ TACCOLELLA, è un piccolo paese a pochi chilometri dal capoluogo e fa parte di quella che potremmo definire la “Wine Valley” del Sannio (giusto per restare in tema di citazioni USA), quella valle Telesina dove si produce gran parte del vino sannita (in primis aglianico e falanghina) che, sempre di più ed ogni anno meglio, rappresenta uno dei prodotti più noti e di eccellenza del nostro territorio.

L’osteria, alla quale si accede attraverso un piccolo giardino e un bel porticato (noterete sicuramente anche l’originale seduta in legno), è votata al rustico e si contraddistingue per l’uso del tufo e di pietre, che rendono l’interno molto caldo, familiare: i tavoli sono allestiti con gusto e semplicità ma allo stesso tempo risultano curati, idem per i piatti e le posate: ci si sente subito a proprio agio e, inoltre, non si ha mai l’impressione di trovarsi in una “semplice” osteria. A completare l’ambiente spiccatamente country un camino in pietra con all’interno un pentolone in rame, come quelli di una volta (veramente d’impatto!).

Porticato all’ingresso e seduta in legno
Camino in pietra con pentolone in rame

Il menù varia spesso, seguendo una spiccata stagionalità: cosa buona e giusta e, soprattutto, sinonimo di genuinità. Ci accomodiamo e ottimamente consigliati da Cosimo, decidiamo di intraprendere la nostra cena con alcuni assaggi di prodotti tipici. Alcuni sono davvero sui generis e frutto della fantasia dello chef, ovvero sua madre: dovete sapere, infatti, che in questa osteria vige rigorosamente una parola d’ordine, la famiglia!

Visto il periodo siamo quindi partiti con un assaggio di fave, pecorino di Vitulano e pancetta. Abbiamo poi proseguito con un piatto di salumi tradizionali e pecorino (sì sempre lui e il motivo è semplice: merita davvero!) e uno di crostini con salsiccia e provola, zucchine marinate, pizza al pomodoro e provola, un tortino di carne e una frittatina al sugo (il cosiddetto “filoscio”): tutti ottimi biglietti da visita per il prosieguo della nostra cena!

Fave, pecorino di Vitulano e pancetta
Crostini con salsiccia e provola, zucchine marinate, pizza al pomodoro e provola, un tortino di carne e una frittatina al sugo
Salumi tradizionali e pecorino di Vitulano

I primi si sono rivelati altrettanto meritevoli di nota, anzi ci hanno impressionato nel senso più vero del termine, per sapore e delicatezza. Abbiamo optato per i cicatielli (la tipica pasta di Paupisi a cui è dedicata anche una sagra ormai quarantennale, che si svolge ogni anno l’ultimo fine settimana di agosto) con asparagi selvatici, pecorino, pancetta e pomodorino e per un tegamino al forno di cavatelli con porcini e salsiccia: ovviamente la pasta è fatta in casa, come quasi tutto qui e la sensazione al palato, assaggiandoli, è la migliore testimonianza della genuinità delle materie prime trattate.

Cicatielli con asparagi selvatici, pecorino, pancetta e pomodorino
Cavatelli al tegamino con porcini e salsiccia

Come scritto all’inizio, la famiglia di Cosimo ha una macelleria a Paupisi, un particolare che naturalmente non ci è sfuggito e che ha indirizzato la nostra scelta dei secondi, peraltro composti per lo più proprio da piatti a base di carne, come è lecito attendersi. Ci siamo allora lasciati conquistare da una bistecca di vitello ai ferri (molto tenera) e gli straccetti su letto di rucola, parmigiano reggiano e aceto balsamico e tre varianti di agnello, ovvero le costolette, il mugliatiello (uno dei piatti contadini per eccellenza dell’entroterra campano) e gli arrosticini: tutto sapientemente cucinato per esaltare e rispettare al meglio il sapore sincero, ottenendo così un risultato pregevole.

Bistecca di vitello ai ferri
Mugliatiello
Straccetti di vitello su letto di rucola, parmigiano reggiano e aceto balsamico
Costolette di agnello e arrosticini

La nostra cena, dietro prezioso suggerimento di Cosimo, è stata innaffiata da un vino che merita un approfondimento particolare: aglianico Taburno D.O.C. del 2008 (dieci anni portati con classe!), cantina Torre del Pagus (www.torredelpagus.it): un vino potente, caratterizzato da profumi intensi e che ha necessitato, ovviamente, di decantazione prima di poter essere servito e apprezzarne al meglio le sue notevoli qualità: un prodotto di eccellenza di questa terra, che ha accompagnato al meglio tutte le pietanze e ci ha deliziato lasciandoci, a fine pasto, un gran bel ricordo.

Aglianico Taburno D.O.C. – Cantina Torre del Pagus

Prima dell’immancabile dessert abbiamo voluto regalarci un’emozione particolare: Cosimo ci ha incuriosito parlandoci di un singolare strumento realizzato da un suo amico e compaesano, purtroppo scomparso, realizzato appositamente per degustare un prodotto principe del Sannio: il caciocavallo di Castelfranco in Miscano. Si tratta di una variante della famosa tecnica del caciocavallo impiccato e consiste nel tenere ferma alla sua estremità il formaggio, scaldandolo sì ma in orizzontale e facendo in modo di farlo sciogliere per poterlo spalmare sul pane (lo potremmo pertanto definire “coricato”): naturalmente non abbiamo resistito a cotanta tentazione e lo abbiamo gustato servito con olio tartufato e guanciale. Il risultato è stato sublime, la degna conclusione di una piacevolissima cena in cui abbiamo apprezzato anche i racconti e gli interessanti approfondimenti dell’oste.

Caciocavallo “coricato” di Castelfranco in Miscano

Come accennato poc’anzi non poteva però mancare il dessert, anche in questo caso non siamo rimasti delusi! Anzi…ecco allora che abbiamo assaporato la mattonella al limone e una cheesecake alla crema di albicocca e panna: il sapore era fresco e squisitamente equilibrato, un plauso!

Mattonella al limone
Cheesecake alla crema di albicocca e panna

Arrivato il momento dei saluti i Furestieri si congedano dall’osteria A’ TACCOLELLA con la consapevolezza di essere stati in un luogo nato solo da dieci anni, quindi relativamente giovane, ma che in quanto a credibilità e qualità della proposta, risulta un vero e proprio riferimento della scena culinaria locale.

Vogliamo ringraziare Cosimo e la sua famiglia, torneremo sicuramente a trovarli, consci di avere una certezza: proveremo le stesse sensazioni della prima volta, perchè posti come A’ TACCOLELLA non deludono mai.