Antica Osteria Zi’ Pauluccio – (Sant’Agata de’Goti – BN)

Via Roma, 27

82019 – Sant’Agata de’ Goti (BN)

Tel. 0823 717213

In uno dei borghi più belli d’Italia, sul corso principale del suggestivo centro storico di Sant’Agata de’ Goti, la “perla del Sannio”, trova la sua perfetta collocazione una trattoria che è già entrata di diritto nel nostro personale empireo di emozioni furestiere. Parliamo dell’ANTICA OSTERIA ZI’ PAULUCCIO, fondata nel lontano 1927 come suggerisce l’insegna, ravvivata tre anni fa da una nuova gestione impersonata da Carlo, avvocato nella vita e ristoratore per passione, ma aggiungeremmo anche di professione (decisamente).

Sulla soglia dell’osteria si percepisce la sensazione di trovarsi al cospetto di una location ricca di tradizione, dove l’antico si amalgama armonicamente con il presente.

Soglia dell’Antica Osteria Zi’ Pauluccio, dal 1927

L’arredamento è minimale, ma allo stesso tempo caldo, impreziosito da dettagli in tufo e dominato da un arco a dividere i due ambienti principali, con moderne travi in legno sul soffitto: a tratti, complice anche l’animato centro storico di Sant’Agata, si ha la sensazione di trovarsi in un ristorante iberico.

Travi in legno
Dettagli degli interni

La cucina dell’ANTICA OSTERIA ZI’ PAULUCCIO è declinata in un menù semplice, intuitivo, dove accanto a piatti tradizionali ritroviamo proposte stagionali e del territorio, con l’evidente intento di voler assecondare la natura e l’humus culturale in cui l’osteria affonda la sua storia.

Ci incuriosisce, e non potrebbe essere altrimenti, l’antipasto di melanzana imbottita e focaccina con caciocavallo e salsa tartufata: un assaggio, giusto per ambientarci prima delle portate principali. Sin dal primo boccone, tuttavia, abbiamo intuito le potenzialità dello chef: freschezza, audacia nell’utilizzo degli ingredienti, dal sapore solo apparentemente contrastante, ma che si fondono in maniera compiuta.

Melanzana imbottita e focaccina con caciocavallo e salsa tartufata

La scelta dei primi è ricaduta su piatti ispirati a opposte filosofie. Come abbiamo accennato poc’anzi, ci ha intrigato il sapiente amalgama di tradizione e innovazione che si respira nell’ANTICA OSTERIA ZI’ PAULUCCIO. Pertanto, in primis ci siamo orientati su due proposte classiche: paccheri al baccalà con pomodorini del piennolo, olive e capperi da una parte ed un tegamino di pacca (una tipologia di pasta fatta in casa, davvero spettacolare) e fagioli con salsiccia, prosciutto e pomodorino dall’altra.

Paccheri al baccalà con pomodorini del piennolo, olive e capperi
Tegamino di pacca e fagioli con salsiccia, prosciutto e pomodorino

Per poi continuare con il raviolo alla mela annurca con datterino giallo e noci di Sant’Agata.

I primi due hanno rispettato appieno le nostre aspettative: testimoni della tradizione, hanno regalato un equilibrio perfetto di profumi e sapori, eccellenti la cottura e soprattutto la mantecatura. Il raviolo, dal canto suo, si è dimostrato una piacevolissima sorpresa: di frequente, infatti, piatti innovativi in cui si utilizzano ingredienti dove si fondono sapori dal gradiente gustativo molto differente, dopo qualche boccone stancano, risultando poco indovinati. Questo piatto, invece, si è dimostrato equilibrato e dalla notevole fattura culinaria.

Raviolo alla mela annurca con datterino giallo e noci di Sant’Agata

Anche i secondi si sono dimostrati all’altezza delle nostre (lo confessiamo) elevate aspettative, visto il livello dei piatti degustati fino a quel momento. Anche in questo caso, la scelta (molto ardua) è ricaduta su proposte sia di terra che di mare: salsiccia nostrana su letto di rucola con provola di Agerola e funghi porcini trifolati e il baccalà in cassuola. Le pietanze oltre che ben presentate, si sono rivelate delicate, mai invasive nel prevalere dei singoli ingredienti (tutti di alta qualità) e, soprattutto, molto appetitose.

Salsiccia nostrana su letto di rucola con provola di Agerola e funghi porcini trifolati
Baccalà in cassuola

Altrettanto felice la scelta del vino: questa volta abbiamo fatto un’eccezione, optando per una cantina che non rientra nel territorio sannita nè tantomeno irpino. Una cantina, tuttavia, ben conosciuta e dai prodotti di primissima levatura: Cantine Moio (Cantine Moio) di Mondragone (CE). La nostra scelta è ricaduta su un Rosso 57, vino caratterizzato da notevole concentrazione e ottimo equilibrio, un validissimo accompagnatore della nostra cena.

Rosso 57 – Cantine Moio

La vera sorpresa della serata, tuttavia, Carlo ce l’ha regalata portandoci a visitare la bellissima e antica cantina dell’Osteria: un ambiente sotterraneo particolarmente suggestivo, caratteristico di diversi edifici del centro storico di Sant’Agata de’Goti, scavato nel tufo e caratterizzato da una temperatura costante di 15° durante tutto l’anno. Siamo rimasti affascinati e consigliamo a tutti di scendere le ripide scale (occhio!) che portano direttamente alle radici della storica osteria.

Cantina ricavata nel sottosuolo
Dettagli della cantina

L’intensa e immersiva esperienza nell’ANTICA OSTERIA ZI’ PAOLUCCIO si conclude con la certezza che saremo nuovamente ospiti di Carlo e del suo staff. La nostra serata ci ha infatti confermato, ancora una volta, che il vero segreto di una ristorazione di qualità sono le materie prime: la bravura di chi le utilizza, a nostro avviso, è esaltarne il sapore senza la necessità di doverlo domare, nascondere, artefare. La semplicità è alla base del successo di ogni piatto, il resto lo fa la passione che i veri furestieri sapranno sicuramente cogliere ed apprezzare.